Notiziario

Il notiziario di Altrovïaggio

A Firenze, per un mese, un’inedita Galleria di ritratti di scrittori

Ezio Bartocci: Ritratti tra le pagine formato segnalibro.
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, 11 maggio-10 giugno 2017
di Tullio Bugari

(A seguito del successo riportato, la Mostra è prorogata fino a sabato 8 luglio)
invitoImmaginate un’intera galleria di segnalibri, originali, ciascuno con il suo segno, il suo rimando, il suo autore, ciascuno a esprimere la sua singolarità e tutti insieme la stessa molteplicità di una biblioteca, già pronti anche a diventare collezione, o a condurci per mano nel cuore stesso del libro e della lettura, nel mondo della letteratura. È proprio questo l’ultimo lavoro di Ezio Bartocci, circa 60 segnalibri ciascuno con il ritratto di un diverso autore, dall’Ottocento ai nostri giorni, ma è più di una serie di ritratti, è un’idea, un’immersione nella letteratura e anche nelle storie delle nostre singole letture, pescando nell’immaginario che da lettori associamo a ciascuno degli autori, come un’antropologia delle emozioni del lettore, adattando o letteralmente sperimentando ogni volta la tecnica più adatta per esprimere quel particolare discorso.

Molteplici dunque anche le tecniche utilizzate da Bartocci, il pennino, il pennello fine, il collage con materiali diversi, pezzi di carta strappati e utilizzati per tracciare tratti somatici essenziali. Ogni ritratto è una storia sé anche sotto questo profilo. Quello che più mi ha affascinato è un Ray Bradbury evanescente, non si sa se per il calore dell’aria che rende tutto tremolante come in un miraggio, nel quale gli occhi ottenuti bruciando la superficie del disegno con la fiamma di una candela ci rapiscono come un buco nero, e ci restituiscono nello stesso istante tutte le emozioni vissute leggendo Fahrenheit 451. Le tecniche utilizzate potrebbero così essere paragonate alle lettere di un alfabeto, necessarie per raccontare questo viaggio che va oltre.

Per analogia, allora, questo lavoro di Bartocci mi riporta in mente un’altra sua esperienza, che personalmente ho avuto l’opportunità di condividere quasi dieci anni fa, Alfabetica, una serie di incontri con scrittori in lingua italiana ma con diversa lingua madre di origine. Un percorso letterario che Bartocci interpretò graficamente non solo per illustrarci ma entrando in relazione diretta con noi e gli autori, stimolando quel dialogo con i suoi segni grafici, dando corpo e materia alle parole, alle lettere, ai ritratti degli autori realizzati graficamente proprio con le lettere che compongono i loro nomi, creando nuovi e ulteriori sguardi, o rimandi.

In tre anni furono circa quindici gli autori che vennero a trovarci e tra loro in particolare ricordo un intervento di Jarmila Ockayovà: “…c’è l’umiltà nei confronti della lingua, che per 
uno scrittore straniero non è solo uno strumento 
comunicativo o espressivo, ma anche la conquista di una
 nuova dimensione, mentale e psicologica…: mentre lo scrittore che usa la 
madrelingua lo fa da esploratore, slittando sulle onde del
 suo oceano/immaginario – giacché tutto ciò che sta “sotto” a quelle onde lo ha già acquisito, vissuto, da sempre – lo
 scrittore che adotta una lingua nuova deve per forza farsi
palombaro – calarsi nelle profondità antropologiche e 
storiche della lingua, orientarsi tra anfratti tortuosi di 
mille barriere coralline, ossia semantiche.”

Kafka sartreMi sembra proprio questo il gioco realizzato da Ezio Bartocci, tornare a immergersi nelle profondità antropologiche cercando di orientarsi tra mille barriere semantiche, dove le lettere dell’alfabeto sono le tecniche usate per afferrare il senso e la pagina scelta ha il formato di un segnalibro, lo spazio angusto ma intimo, vicino di una vicinanza diretta, dove incontrare i ritratti di tanti illustri autori, per ritornare a quando li abbiamo presi in mano letti e amati. “Ogni libro vissuto è diverso da uno mai letto” scrive Bartocci presentando il suo lavoro, eppure non è nemmeno solo un ritornare “ …ragazzo nelle bancarelle dell’usato, dove li sfogliavo attentamente…” anche se questo è essenziale perché occorre una prospettiva ampia, capace di accogliere il vasto mondo che cerca di rappresentare. Credo di ritrovare questa tensione anche nel metodo che ha accompagnato il suo lavoro. Ho avuto la fortuna di osservarlo qualche volta nel suo studio mentre i ritratti degli autori prendevano vita, dentro quel formato – il segnalibro – che potrebbe anche diventare una gabbia che comprime, e invece rimane sempre una fessura da dove lo sguardo esce e si apre sul fuori, ci tocca.

Per metodo intendo proprio il ritornare sul ritratto già concluso ma forse ancora simile a ciò potevamo aspettarci, al già noto già presente già emerso in superficie, e allora occorre tornarci per continuare a svelarlo – come lo scrittore o il poeta quando riprende in mano la parola che usa – togliendo ciò che non è essenziale o riproporlo da altre angolazioni, attraverso nuove tecniche, segni e cromatismi che restino meno in superficie ma ci stuzzichino e avvicinino di più.

Grass MoranteEcco allora un Kafka alto sulle sue lettere come su uno strano telaio che non sta fermo, sembra quasi il vecchio gioco del meccano in perenne metamorfosi tra una forma e l’altra, o un Sartre che quasi contempla il Sessantotto degli operai e degli studenti, quel pugno chiuso che siamo noi e le officine stilizzate, o Gunther Grass ritratto con dei lineamenti marcati, timbrici, assolutamente essenziali, come in un manifesto caratterizzato dal suo tamburino di latta, o Elsa Morante che da quella fessura allunga il collo di lato per gettarci uno sguardo di accattivante incoraggiamento. E poi Flaubert, Hugo, Eliot, Ungaretti, Calvino, Montale, Borges, Marguerite Yourcenar, Emily Dickinson e altri ancora.

La mostra, con il titolo “Ritratti tra le pagine, formato segnalibro” è esposta dall’11 maggio al 10 giugno 2017 alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenza, in Piazza Cavalleggeri 1

Altri articoli su Ezio Bartocci:

Letture di Sardegna (letti di notte a Jesi)

(Ripubblichiamo l’articolo “Letti di notte arriva a Jesi e va in Sardegna”, pubblicato il 15/6/2016 sul blog: Il tè tostato)

LDNLETTI DI NOTTE, la notte bianca delle librerie, la serata in cui lettori e librai si scatenano e insieme festeggiano il libro, quest’anno arriverà a Jesi, casa mia, e per la prima volta parteciperà anche Il tè tostato.
Il 18 giugno, sul far della sera, le librerie diventeranno il luogo di esplorazione di mille altri luoghi, si animeranno delle città e dei Paesi del mondo reale e immaginario per leggerli, condividerli, raccontarli e sfogliarli.
Si sa che nelle storie, tra le pagine, chiusi da copertina e quarta ci sono infiniti mondi e sabato sera ne saranno visitati moltissimi, in ogni angolo d’Italia.
Alla Libreria dei ragazzi, in centro a Jesi, racconteremo i luoghi dell’anima attraverso la geografia della Sardegna e le opere di alcuni scrittori che di Sardegna vivono e scrivono.

ClRNHFEWkAAWjSxLa serata avrà inizio alle 21.30 con la presentazione dell’iniziativa e sarà suddivisa in tre appuntamenti di lettura e confronto. Inizieremo omaggiando Grazia Deledda, nostro prezioso premio Nobel per la letteratura nel 1926, leggendo alcuni passi da Canne al vento continueremo con Salvatore Niffoi con il suo La vedova scalza pubblicato da Adeplphi e vincitore del premio campiello del 2006.

Alle 22.30 si aprirà la seconda parte della serata con altre due opere che rendono la Sardegna scenario necessario e unico della storia e delle vite raccontate: La teologia del cinghiale di Gesuino Nemus, uscito per elliot edizioni nel 2015, e Mal di pietre di Milena Agus, nottetempo 2006, vincitore nel 2007 di numerosi premi tra cui il Premio Elsa Morante e il libro dell’anno di Fahrenheit.

dinotteIl terzo incontro alle 23.30 ci porterà tra le righe di Marcello Fois con L’importanza dei luoghi comuni, Einaudi 2013, e di Michela Murgia con il suo Accabadora, vincitore del premio Campiello nel 2010. L’accoglienza sarà arricchita dalle miscele di Cose di tè: degusteremo un infuso freddo al sapore di Ibisco e un tè bianco, caldo in caso di pioggia, povero in teina e arricchito di petali di margherita gialla, .
Per ogni opera assaporeremo i momenti in cui si realizzano l’anima dei personaggi e dei romanzi stessi, cercando di tracciare una mappa dei luoghi interiori vissuta sulle tracce di un vero e proprio percorso letterario. Attraverseremo l’isola partendo dalla Nuoro della Deledda, esplorando la Barbagia, fino all’Ogliastra e spingendoci oltre, in paesi immaginari, nel suore della Sardegna magica.
Un viaggio letterario e intimo in una notte speciale di inizio estate.

(articolo tratto dal blog Il tè tostato; collaborano alle letture i partecipanti al corso di dizione tenuto nei mesi scorsi dall’Arci Jesi-Fabriano) 

Lettera aperta al Ministro Franceschini

AL ROGOxblogIl 10 maggio ricorre l’anniversario del rogo dei libri ad opera dei nazisti, nel 1933, non un episodio isolato ma solo il punto più eclatante di una campagna pianificata e attiva da tempo, per spianare la strada a tante altre tragedie. Lo scorso anno scegliemmo questo tema, con il Titolo AL ROGO profezia & memoria (qui accanto la locandina che realizzò Ezio Bartocci), per per dedicare la nostra attenzione alla giornata della memoria il 27 gennaio, con letture di brani, filmati e discussioni tra noi, raccolti nella piccola e bella biblioteca del Torrione di Santa Maria Nuova. Oggi, 10 maggio, questo tema è stato ripreso in Italia da molti circoli Arci, che terranno nello stesso momento iniziative di lettura, mentre l’Arci nazionale spedisce una lettera aperta al Ministro della Cultura Franceschini, affinché questi anniversari non siano solo rievocazioni storiche ma occasioni per riflettere sulla difficile situazione della cultura anche ai giorni d’oggi. Magari non ci sono più i roghi veri e propri ma tante altre diverse forme che rendono questi temi ancora fortemente attuali. Qualche settimana fa avemmo l’occasione di parlarne, delle biblioteche, dei libri e della lettura come condivisione sociale, alla presentazione del libro L’erba dagli zoccoli, come è raccontato nella nota Andare per biblioteche.
Ecco di seguito il testo della lettera inviata dall’Arci al Ministro.

Caro Ministro,
siamo l’Arci, l’associazione ricreativa culturale italiana maggiormente radicata sul territorio. Scriviamo perché oggi, 10 maggio, ricorre l’anniversario del rogonazista dei libri non graditi alla loro folle ideologianell’Opernplatzdi Berlino.
Era il 1933 e di certo quello rappresenta un atto simbolico e materiale di annientamento di culture, quale premessa a ciò che da lì a poco sarebbe stato: l’annientamento e la sottomissione di altri popoli per la conquista del mondo.

Vogliamo quindi usare questa ricorrenza per richiamare la sua attenzione alla cultura e soprattutto alla lettura.
I dati ISTAT in questo senso non fanno che certificare un’altra volta il costante declino della fruizione letteraria da parte delle italiane e degli italiani, rilevando, anche in questo campo, un abissale divario tra il nord e il sud del paese, divario ancor più preoccupante perché tocca il profilo culturale, quindi immateriale, assai più profondo delle condizioni materiali.
Sappiamo, e abbiamo sempre sostenuto, come la cultura sia ambito rilevante per l’Italia, sotto il profilo del patrimonio e quindi anche economico. Anche in questo senso leggiamo con viva soddisfazione lo stanziamento del MIBACT di un miliardo di euro per il Piano Strategico Turismo e Cultura.
Non far partire però una spinta straordinaria a favore dell’accesso universale alla cultura contraddice quanto sopra e rischia di depotenziare gli interventi che il suo Ministero sta progressivamente in questi ultimi anni mettendo in atto sul fronte culturale (art bonus, legge cinema, riassetto e direzione monumenti e musei, e molto altro).

L’anno scorso, il 2015, era stato da lei dichiarato anno delle biblioteche, ma non ci pare che questo abbia avuto particolarmente seguito.
Crediamo che le biblioteche da quelle statali a quelle locali rappresentino un formidabile veicolo universale e plurale di cultura, l’unico oggi in grado di offrirla alle persone al di fuori delle leggi di mercato. In esse non ci sono monopoli editoriali che tengano, troviamo di tutto e di più.

L’accesso al prestito e alla consultazione in forma gratuita di testi, giornali, fumetti è da considerarsi la porta principale da cui far entrare vecchi e nuovi lettori. È la via d’accesso primaria all’integrazione tra culture e condizioni sociali differenti, è democratica, è orizzontale, è insomma davvero per tutti.
È la via maestra da percorrere per approfondire, comprendere, crescere ed emanciparsi in autonomia.

È sotto gli occhi di tutti come, a parte alcuni territori di eccellenza, il sistema bibliotecario risulti trascurato e poco valorizzato rispetto alle potenzialità che esso rappresenta. Se non altro è difficilmente inteso dalle istituzioni in una chiave dinamica e propositiva.
Chiediamo perciò un rinnovato impegno dello Stato per le biblioteche perché è tenendole aperte, aggiornandole, vivacizzandole che possiamo sperare di arrestare e invertire le tendenze rilevate dall’Istat.
È perché continuando ad essere quello che sono e dispiegando tutto il loro potenziale, che possiamo pensare che più cultura equivale a più democrazia, pensare che con la cultura effettivamente si possano sconfiggere terrore e estremismi, siano essi di intolleranza, siano essi di fede e credo.

Chiediamo che il sistema possa essere ripensato, magari proprio attraverso il coinvolgimento dell’associazionismo e del terzo settore tutto, perché, anche sussidiariamente, si possa immettere nuova linfa in questo comparto.
Se non vogliamo assistere ad altri roghi, siano essi anche figurati (l’immagine di internet che brucia i libri e quindi il pensiero complesso e articolato, è un’ottima metafora per capire quale fenomeno oggi sia l’analfabetismo funzionale), ripensiamo le biblioteche anche fuori dagli schemi.

Potenziamole sul territorio, ora che il riassetto istituzionale che non delega più alle province competenza in materia rischia di non consentire interventi organici e di sistema.
Investiamo in pensiero e progetti, ora che le regioni su questa materia non hanno ancora prodotto elaborazioni avanzate o innovative.
Facciamo delle biblioteche una cosa viva, come vive sono e saranno le pagine di libri, giornali, fumetti.

 

Visibili (In)visibili, buone pratiche di inclusione sociale

Convegno «VISIBILI (IN)VISIBILI BUONE PRATICHE DI INCLUSIONE SOCIALE»; sabato 16 aprile a Porto San Giorgio, presso il Centro di Aggregazione Giovanile.

12512723_1119823994735605_9119194547168774027_nIn Italia, vi sono esperienze strutturate o spontanee che testimoniano la passione e l’interesse di cittadini, realtà associative e private a favore dell’accoglienza dei migranti.

Ma se ne parla poco.
Grazie alla sollecitazione dei corsisti della ‪#‎doppiassenza‬, abbiamo pensato di organizzare il Convegno ‪#‎visibiliInvisibili‬.
Un Convegno che sarà momento di dibattito, di condivisione e soprattutto, di sostegno a pratiche innovative di ‪#‎inclusionesociale‬.
Grazie ai relatori, partner progettuali e i volontari dell’Associazione D/striscio che renderanno possibile tutto ciò. Csa Ex Canapificio Caserta Progetto Sprar Fermo CSV Marche, Altrovïaggio, Baobab Experience – Amici del Baobab, Circolo del Cinema Metropolis, Università per la Pace, Andrea Braconi, Loretta Emiri, Alessandro Fulimeni, Ettore Fusaro.

IL COMUNICATO STAMPA

“L’essenziale è spesso invisibile”

Sabato 16 Aprile 2016 presso il C.A.G. di Porto San Giorgio avrà luogo il Convegno “VISIBILI- INVISIBILI. BUONE PRATICHE DI INCLUSIONE SOCIALE” organizzato dall’Associazione di volontariato D/striscio in collaborazione con lo SPRAR di Porto San Giorgio, CIAC Onlus, Circolo del cinema Metropolis, Altroviaggio, Istagramers Fermo e col patrocinio del Comune di Porto San Giorgio e dell’Università per la pace.

Il Convegno, che ha lo scopo di condividere le esperienze positive ed innovative diffuse nel territorio nazionale relative all’ accoglienza dei migranti, si rivolge a tutte le figure professionali coinvolte nell’accoglienza degli stessi, agli operatori dei progetti SPRAR ed anche a personale amministrativo, assistenti sociali ed altri operatori del volontariato e delle strutture pubbliche.

Durante la mattinata saranno discusse e condivise quattro progettualità di accoglienza (Parma, Roma, Senigallia, Caserta) ognuna delle quali presentata dal rispettivo Coordinatore: Michele Rossi/CIAC ONLUS; Andrea Costa/AMICI DEL BAOBAB; Ettore Fusaro/CARITAS MARCHE; Imma D’Amico/CSE EX CANAPIFICIO.

Nel pomeriggio i partecipanti avranno modo di sperimentare buone pratiche di inclusione sociale attraverso attività laboratoriali con i relatori Alessandro Fulimeni, Andrea Braconi e Loretta Emiri.

La domanda di iscrizione al Convegno va compilata e inviata via e-mail alla segreteria organizzativa all’indirizzo <di_striscio@hotmail.com > entro il 15 Aprile 2016.

La partecipazione al Convegno è interamente gratuita poiché il progetto è finanziato dal Bando formazione CSVMarche 2015.
Per info e iscrizioni:
TEL. 3343974795
FB. https://www.facebook.com/D.striscio
TW. https://twitter.com/D_striscio

Disponibile la seconda delle Operette morali di Leopardi: Dialogo d’Ercole e di Atlante

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“Dietro i gesti di Ercole, sta Leopardi, il quale si prende gioco della grande poesia e della sua stessa poesia sublime, le Canzoni.” – Pietro Citati

Dopo la Storia del genere umano, da oggi è disponibile per il download gratuito anche la seconda delle Operette morali di Giacomo Leopardi che Altrovïaggio ha deciso di offrire a partire dalle ultime festività. Il Dialogo d’Ercole e di Atlante fa parte del gruppo di operette che Antonio Prete ha definito “cosmicomiche” e in cui Leopardi non è “pretendente della verità, ma soltanto giullare, soltanto poeta”. Mentre i due protagonisti si passano la terra come fosse un pallone nel breve Dialogo, “lo scherzo procede per allusioni e rinvii ai temi delle altre operette: il sonno degli uomini che paion morti, dal momento che è caduto, con la restaurazione, ogni movimento di passioni e di azioni, la vanità miserevole della centralità dell’uomo, l’insignificanza della terra nell’universo”.

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Barnabooks presenta “TAV: diario dalla Valsusa” di Matthias Canapini

barnabooks, il progetto editoriale di Altrovïaggio, presenta in versione digitale un altro diario di viaggio del fanese Matthias Canapini. Queste le parole del giovane fotogiornalista viaggiatore per introdurre TAV: diario dalla Valsusa: tavdiariodallavalsusapreview«Le pagine che seguono affrontano a mo’ di reportage e diario di viaggio le tematiche della Valsusa, relazionate con la lotta che il movimento NO TAV porta avanti ormai da 24 anni. Saranno presenti naturalmente anche pensieri e piccole testimonianze dei valsusini stessi. L’intento è quello di raccontare la quotidianità stravolta da un’opera come quella dell’Alta Velocità, cercando di dare voce a coloro che ne subiscono i danni in prima persona. Senza affiancarsi a nessun schema d’appartenenza, ma informando quante più persone possibili su una realtà molto spesso ignorata e non raccontata dai media nazionali. Come scriverò poi, è un invito ad andare, ma anche a informarsi tramite quei canali alternativi estranei alla disinformazione mediatica e più vicini alle persone che ogni giorno vivono e sognano».

È possibile acquistare l’ebook direttamente dal sito di Altrovïaggio:

TAV: diario dalla Valsusa è inoltre disponibile nel Kobo Store (store.kobobooks.com/it-it/ebook/tav-diario-dalla-valsusa), da Feltrinelli (www.lafeltrinelli.it/ebook/matthias-canapini/tav-diario-dalla-valsusa/1230000780803) e da Mondadori (www.mondadoristore.it/TAV-diario-dalla-Valsusa-Matthias-Canapini/eai123000078080/).

“Dizione e Sviluppo della voce”

“Spesso si pensa erroneamente che un corso di dizione sia dedicato solo ai professionisti della parola ovvero giornalisti, avvocati, conduttori televisivi. Questo non è vero: chiunque dovrebbe frequentare un corso di dizione, perché saper usare la voce produce benefici che migliorano la vita quotidiana di tutti noi. Basti pensare a quanto è importante sapere di essere capiti da chi ci ascolta. Inoltre oggi come oggi si fa di tutto per migliorare la propria immagine: perché non cominciare proprio dalla voce che è il nostro biglietto da visita più evidente?”.

154146995-110a774b-ec43-4258-97e8-7a88307ef3a6Il corso “Dizione e Sviluppo della voce” è condotto da Maria Grazia Tiberi, attrice e speaker radiofonica ed è promosso e organizzato dall’Arci; le iscrizioni sono aperte, chi è interessato può rivolgersi direttamente all’Arci chiamando il 349 593 4803 o inviando una email a: jesi@arci.it 

Il corso è articolato in due parti, ciascuna composta da 12 incontri di un’ora ciascuno.
La prima parte è dedicata alla dizione, la seconda parte al voice training.
Le due parti, pur strettamente collegate, sono autonome: è possibile, per chi lo desidera, partecipare a una sola delle due.
Insieme le due parti formano un corso di formazione di base completo per il lavoro sulla voce.

Prima parte: Dizione
Articolazione (ortofonia) 
Caratteristiche dei suoni articolati. Gli organi dell’articolazione: lingua, denti, labbra, palato. Il “quadrilatero” delle vocali italiane. Le consonanti della lingua italiana: caratteristiche fisiologiche e sonore. Fonemi semplici e complessi. I difetti dell’articolazione. Esercizi di rafforzamento e mobilizzazione dell’apparato fonatorio.
– Dizione (ortoepia)
Introduzione generale alla pronuncia italiana standard. Lingua italiana, dialetti, parlate. Pronuncia moderna e pronuncia tradizionale. Sillabe accentate. Omografi e omofoni. Accenti tonici e accenti fonici. Le “e” e le “o”. Le “esse” e le “zeta”. Il rafforzamento sintattico (geminazione). Correzione delle cadenze dialettali. Letture ed esercizi.

Seconda parte: Voice training
– Respirazione
Cenni di fisiologia dell’apparato respiratorio. Respirazione apicale e respirazione profonda. Diaframma addominale e “diaframma” pelvico. Sviluppo delle capacità respiratorie attraverso gli esercizi base della respirazione.
– Emissione
Dal respiro al suono. Le “corde” vocali. Caratteristiche del suono e della voce. Le tre dimensioni della voce. La focalizzazione corretta. Esercizi di emissione controllata. La laringe, la mandibola, i risuonatori
– Espressione
Trovare la propria voce. La lettura espressiva. Tonìe e protonìe. Intonazione e colore. Timbro, consistenza e grana. Parlare in pubblico.

Negli incontri si lavorerà con registrazioni delle voci degli allievi, e al termine l’insegnante curerà la preparazione di un programma di esercizi personalizzato per le caratteristiche di ogni partecipante

Materiali del corso
Fanno parte integrante del corso i seguenti materiali didattici di appoggio: dispense, esempi, rubrica fonetica, schede pratiche con materiali di esercitazione, scheda personale di analisi della voce.

IL VOICE TRAINING
Cosa può fare un corso di dizione e voice training per una persona?
Dipende in buona parte dalle condizioni della voce di quella persona e dalla consapevolezza che ha della sua voce: ciascuno di noi è differente e ha differenti caratteristiche vocali o problemi fonetici; inoltre ognuno ha obiettivi diversi e diversi gradi di coinvolgimento.
Per questo motivo i risultati di un lavoro di voice training saranno diversi da persona a persona.
La certezza è che, applicandosi con una certa costanza per circa quindici minuti al giorno, la voce di chiunque può migliorare drasticamente. E sarà la sua voce autentica, quella vera, non un’imitazione o una costruzione elegante ma posticcia.

Una voce può aumentare in forza e in estensione, avere più energia e resistenza, diventare più armonica e piacevole da ascoltare. La dizione e l’articolazione possono farsi più precise, chiare e comprensibili. Molti allievi, dopo un periodo di allenamento, notano che le altre persone cambiano atteggiamento e prestano loro più attenzione quando parlano. In ogni caso, anche con un minimo di applicazione, cambia il rapporto che ciascuno ha con la propria voce e con il proprio modo di parlare: si diventa più “coscienti” di essa e più attenti.
Non si tratta di magia: gli esercizi di voice training non sono miracolosi, solo molto efficaci, se svolti regolarmente: i risultati più evidenti sono piuttosto rapidi, perché il metodo di lavoro segue un naturale processo di sviluppo. Una voce deve crescere e svilupparsi come fosse un seme nella terra: naturalmente.

La prima cosa da comprendere è che il lavoro generale sulla voce va distinto in due parti concettualmente ben separate: da un lato l’educazione della voce (che appunto in inglese è detta voice training); dall’altro la corretta dizione di una particolare lingua (in inglese questo lavoro è detto speech training, mentre il termine più tecnico italiano è “ortoepia”):
– Il voice training riguarda in primo luogo l’emissione dei suoni: l’estensione vocale, le variazioni timbriche, la flessibilità, la forza e la risonanza della voce.
– La dizione riguarda la corretta pronuncia delle parole e delle frasi di una lingua (nel nostro caso italiana) ed è legata alla grammatica e all’uso di quella lingua.

I due aspetti in alcuni punti si sovrappongono e si aiutano l’uno con l’altro, ma è molto importante distinguerli: in particolare il voice training è prezioso per migliorare la dizione soprattutto nei difetti di impostazione fonetica, che a loro volta stanno alla base delle inflessioni regionali.

Il termine “impostazione della voce”, che personalmente uso come una sorta di codice per capire di cosa stiamo parlando, è in realtà fuorviante per un buon lavoro di voice training:
la voce non va impostata, va liberata!

L’uso sbagliato della voce e le cattive abitudini portate avanti per anni e anni hanno come risultato un vero e proprio ingabbiamento della voce che risulta limitata e impoverita. Per questo è necessario lavorare con costanza e regolarità: per combattere abitudini sbagliate ormai radicate nel nostro “vivere vocale” quotidiano.

È possibile acquistare Izbjeglice/Rifugiati anche su Kobo, iTunes, Barnes&Noble e Feltrinelli

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Da oggi è possibile acquistare l’ebook di Izbjeglice/Rifugiati. Storie di gente della ex-Jugoslavia, a cura di Giacomo Scattolini e Tullio Bugari, oltre che dalla pagina di barnabooks, anche nei seguenti negozi online:

  • su Kobo Store (per tutti gli ereader Kobo): LINK;
  • su laFeltrinelli.it: LINK;
  • su Mondadori store: LINK.

 

“Il fallimento virtuoso”, di Luca Rastello

rastello-lucaL’amico Luca Rastello, giornalista, cooperante e scrittore, si è spento nella sua casa di San Salvario, a Torino, ieri sera, 6 luglio, attorno alle 19.00, per colpa di un tumore con cui lottava da anni. Sono stati in molti, oggi, a ricordarlo, sui media e social network, gli amici e i colleghi che in questi anni lo hanno conosciuto e apprezzato, addolorati per una perdita così importante.

Personalmente ho conosciuto Luca Rastello innanzitutto attraverso il suo libro “La guerra in casa” (Einaudi) del 1998, quando insieme all’amico Giacomo Scattolini dovevo rimettere in ordine gli appunti di alcune storie raccolte in Bosnia e poi pubblicate, l’anno successivo, nel libro “Izbjeglice/Rifugiati, storie di gente di ex_Jugoslavia”; in seguito, l’ho incontrato nel 2011, per una lunga chiacchierata con il registratore acceso, da cui poi è nato il capitolo “Il fallimento virtuoso”, inserito nel libro “Jugoschegge, storie e scatti di guerra e di pace” (Infinito edizioni, del 2011), curato di nuovo insieme da me e Giacomo Scattolini. Una lunga chiacchierata e riflessione a tutto campo, a venti anni di distanza dall’inizio della guerra che ha diviso la Jugoslavia, su che cosa quell’esperienza ha significato, ripercorrendone i diversi aspetti, e in particolare anche i tranelli e le ambivalenze che possono annidarsi nella solidarietà, quando questa resta qualcosa di superficiale.

So che il male con cui lottava non riusciva a contrastare la sua vitalità e a tenerlo lontano dai suoi impegni. Ogni tanto ci scambiavamo qualche email di saluto, l’ultimo poco più di un mese fa: era in giro, a presentare il suo ultimo libro, “I BUONI”, il cui tema è già presente anche all’interno delle riflessioni raccolte nel capitolo  “Il fallimento virtuoso”, che, d’accordo con l’editore, mettiamo a disposizione di chi vuole scaricarlo e leggerlo: Jugoschegge Rastello

Nasce barnabooks, il progetto editoriale di Altrovïaggio

logoÈ nato barnabooks, un progetto editoriale pensato da Altrovïaggio per mettere, o rimettere, in circolo libri vecchi e nuovi in cerca di lettori. La scelta è quella del formato ebook (EPUB), così da avere maggior diffusione e “tiratura”, grazie a una forma di fruizione letteraria che sta crescendo in modo esponenziale.

izbjeglice-rifugiatiIl primo libro a inaugurare la collana di barnabooks è Izbjeglice/Rifugiati. Storia di gente della ex-Jugoslavia. Pubblicato per la prima volta nel 1999 a cura di Giacomo Scattolini e Tullio Bugari, è una raccolta di testimonianze di persone scappate dal conflitto che ha avuto luogo nell’ex Jugoslavia a partire dal 1991. Mentre in Italia e in Europa i nostri politici cercano ancora un modo per bloccare quel mare di persone in fuga che cerca di raggiungere la salvezza nel nostro continente, provando ad alzare i bordi di un lavandino che perde ma ignorando da dove origini quella perdita, questo libro provava a raccontare, già quindici anni fa, attraverso la voce di chi aveva vissuto e subito situazioni simili, ciò che dovrebbe essere ovvio, ovvero il motivo che spinge delle persone ad abbandonare la propria casa, gli affetti e gli oggetti di una vita, tutto, e a scappare per non morire.